Trieste, 30 novembre 2011
Premessa.
La Regione ha emanato lo scorso mese, in attuazione della LR 20/2005, un Regolamento con requisiti e modalità per la realizzazione, l’organizzazione, il funzionamento, la vigilanza, le modalità per l’avvio e l’accreditamento dei nidi d’infanzia, dei servizi integrativi e dei servizi sperimentali. Tra questi ultimi sono compresi i c.d. baby parking.
Tale Regolamento non ha fatto altro che chiarire definitivamente una carenza normativa che durava da anni, e permetteva a chiunque di improvvisarsi educatore e responsabile di attività che hanno una notevole complessità gestionale.
Le strutture “baby parking” nell’ambito dei servizi per la prima infanzia sono una specificità presente a Trieste (circa 350 posti con 70 educatori) e in misura inferiore in provincia di Udine.
Dopo l’entrata in vigore della LR. 20/2005 e prima del regolamento della stessa, nella maggioranza dei casi, tali servizi erano considerati dai Comuni quali ‘servizi sperimentali” e quindi con autorizzazioni temporanee, quando c’erano, e con l’implicita prospettiva di una futura trasformazione. E’ bene precisare che tali servizi dovrebbero avere caratteristiche diverse dagli asili nido e dai servizi integrativi, cosa che invece non sussiste.
Nella fase di redazione del regolamento attuativo della L.R. 20/2005 la situazione è stata considerata puntualmente, anche su diretta sollecitazione di diversi consiglieri regionali sia di maggioranza che di opposizione.
I titolari delle strutture o i loro rappresentanti hanno avuto più incontri con il Direttore del Servizio Politiche della Famiglia e con i tecnici che stavano elaborando la nuova regolamentazione.
Della questione si è interessato anche il Consiglio delle Autonomie Locali, su sollecitazione del Comune di Trieste; in quella sede la Giunta regionale ha assunto l’impegno a modificare alcune delle previsioni contenute nel testo originariamente adottato, per soddisfare buona parte delle richieste dei gestori (anche se era nota la contrarietà di tutte le rappresentanze delle altre tipologie di servizio, asili nido, servizi integrativi, etc.).
Tali modificazioni sono state introdotte nel testo definitivo sottoposto alla Giunta regionale, dopo che il testo aveva ottenuto il parere favorevole unanime della Commissione competente del Consiglio regionale –compreso il voto favorevole della Consigliera Rosolen, che dal verbale risulta mai essere intervenuta nella discussione- che aveva approvato, sempre unanimemente, le uniche proposte di emendamento a firma Camber, che estendevano orari, età dell’accoglimento, possibilità di pasti e di riposo.
Nei regolamento in vigore dal 20 ottobre, dal momento che la tipologia dei baby parking non è espressamente prevìsta dalle norme legislative regionali, è stato introdotto un periodo di 24 mesi per l’adeguamento di tali strutture alla nuove tipologie, consentendo ai baby parking esistenti la prosecuzione delle attività a determinate condizioni, fissate in relazione alle richieste dei gestori e in quanto compatibili con le caratteristiche del servizio:
-accoglienza dei bambini dai 12 ai 36 mesi, in quanto i locali non sono puntualmente attrezzati per la fascia 3-12 mesi;
-durata della frequenza non superiore alle 6 ore, per gli standard di personale presenti diversi da quelli dei nidi;
-somministrazione dei pasti, come da indicazioni delle Aziende Sanitarie per il rispetto delle norme statali sulla materia.
La normativa regionale in vigore intende mantenere nel territorio una qualità di servizio per la prima infanzia e con regole che siano di garanzia, anche per la sicurezza delle famiglie. Quindi stesse regole per tutti, operatori pubblici e privati.
Qualora però da parte dei baby parking in funzione vi sia la volontà e la capacità di continuare ad accogliere bambini della fascia 3-12 mesi, ovvero con orari più ampi, le strutture esistenti possono da subito adeguarsi ai requisiti dei nidi d’infanzia o dei servizi integrativi, inoltrando ai Comuni la prescritta documentazione.
Da ultimo. Le posizioni sostenute dal Governo regionale sono largamente condivise anche dall’unica Associazione Baby Parking esistente.