MOZIONE
Oggetto: Equitalia estromessa dalla riscossione delle entrate tributarie o patrimoniali.
Presentatore: Piero Camber (PdL)
IL CONSIGLIO REGIONALE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA
CONSIDERATO che già con il D.Lgs 446/97 e la legge 338/2000 era concesso agli Enti Locali di attivare la riscossione dei crediti tributari con modalità proprie;
PRESO ATTO che con la legge 106 del 12.07.2011, art. 7, comma 2, punto gg-ter, <a decorrere dal 31 dicembre2012, in deroga alle vigenti disposizioni,la società Equitalia Spa, nonché le società per azioni dalla stessa partecipate ai sensi dell’articolo 3, comma 7, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n.248, ela società Riscossione Sicilia Spa, cessano di effettuare le attività di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate, tributarie o patrimoniali, dei comuni e delle società da essi partecipate>;
TENUTO CONTO che una sinergia tra Regione e Comuni, rendendo possibile tale attività istituendo una rete di “sportelli dei contribuenti”, abbassando l’aggio dell’agente di riscossione di almeno 5/6 punti percentuali (da9,5 a 3/4), notificando somme con aggravi inferiori agli odierni (dal 30% al 100%), e rateizzando gli importi dovuti con criteri più favorevoli ai contribuenti, costituirebbe uno sgravio notevole per gli stessi in un momento di così grave crisi e dei vantaggi economici per gli Enti Locali che tratterrebbero i profitti della riscossione eccedenti gli importi originari;
ATTESO chela Regione Piemonte ha stabilito con legge regionale che dal 2013 l’accertamento e la riscossione dei tributi locali saranno compiti in capo alla Regione e che tale norma prevede che Regione e Comuni compartecipano i profitti della riscossione eccedenti gli importi originari dovuti;
ATTESO altresì che anchela Regione Veneto ha all’esame un analogo provvedimento;
TUTTO CIO’ PREMESSO
IMPEGNA
ilPresidentedella Regione a considerare la possibilità di istituire un Ufficio o un’Agenzia, in capo alla Regione FVG, in sinergia con i Comuni, per l’accertamento e la riscossione dei tributi locali
Trieste, 8 maggio 2012
Valorizzare, potenziare e concentrare concretamente il ruolo di riferimento delle eccellenze regionali deve essere, necessariamente, il fondamento del nuovo assetto previsto per il nostro Sistema Sanitario Regionale. Razionalizzare: è questa la logica che sembra proposta nell’attuale disegno di riordino del Sistema Sanitario regionale che prefigura il mantenimento delle tre grandi aziende ospedaliere, con assorbimento all’interno delle stesse degli ospedali di rete. Considerando questi semplici aspetti di macro progettualità appare fuorviante una proposta che esce da Udine e cita: “nel nuovo assetto del sistema sanitario l’ospedale di Udine dovrà essere l’hub assistenziale e di cura di riferimento per l’intera regione”. E’ bene precisare subito che questa logica di concentrazione baricentrica dei centri di eccellenza, supportata, verosimilmente, dal miraggio di dubbie economie di scala, non costituisce certamente una risposta ai bisogni della popolazione. Infatti, se l’informatica accorcia le distanze per i flussi dati, non bisogna dimenticare che in un sistema baricentrico sono i pazienti ed i familiari della periferia a doversi spostare per godere delle cure; la telemedicina può fare molto per il follow-up e la diagnosi, ma la necessità di ospedalizzazione permane. Proporre quindi l’ospedale di Udine quale <hub regionale> per l’emergenza e le alte specialità come cardiologia, cardiochirurgia, ictus, ematologia e altre, va nella direzione sbagliata del riordino baricentrico e di fatto, propone di spogliare gli altri centri di eccellenza regionali, Azienda Ospedalieradi Trieste in primis, dei loro ruoli di hub per le Aree Vaste di competenza, al fine di concentrare tutte le specialità presso l’Azienda Ospedaliera di Udine.
TRIESTE Ci sono voluti parecchi mesi, qualche interrogazione in aula e svariate segnalazioni, ma alla fine il cortocircuito Consiglio-giunta-Ater sembra essere stato bloccato. Al centro della questione il canone Ater che, in base alla legge di assestamento del 2011, deve essere ridotto non solo per le famiglie con minorenni a carico, ma anche per i nuclei con figli studenti maggiorenni fino a 27 anni d’età oppure disoccupati da oltre sei mesi. Novità previste, appunto, già dallo scorso anno, ma di fatto mai applicate dalle cinque aziende, che hanno così costretto centinaia di famiglie, idonee alle agevolazioni, a pagare il canone a prezzo pieno. Il motivo: la giunta non ha mai emanato le modifiche ai regolamenti in vigore per rendere pienamente attuativala legge. Inpoche parole, non ha mai “avvisato” le Ater, non ha mai dato disposizioni concrete per l’applicazione delle nuove regole. Fino a tre giorno fa. In data 3 aprile, infatti, dalla direzione centrale Infrastrutture e lavori pubblici è partita una lettera, a firma del direttore centrale Dario Danese, con la quale si dà finalmente disposizione alle cinque Ater Fvg di applicare immediatamente le disposizioni contenute nella legge dell’11 agosto 2011 (l’assestamento di bilancio, appunto) con cui si erano introdotte le due modifiche alla legge regionale 6 del 2003 sulla determinazione dei canoni dell’edilizia pubblica. La Regione dà quindi obbligo alle Ater di applicare le disposizioni legislative nelle procedure di rideterminazione dei canoni. A sollevare la questione, anche tramite interrogazioni rivolte all’assessore competente Riccardo Riccardi, è stato più volte il consigliere regionale del Pdl Piero Camber, che spiega: «La nuova legge regionale a tutt’oggi non è stata applicata. Non essendo stati emanati i relativi regolamenti di attuazione, le Ater non hanno infatti mai applicato la norma, con evidenti disagi e relativi rincari dei canoni di locazione per centinaia di famiglie che si trovano in questa condizione. Ora registro con soddisfazione che l’assessore ha colto la rilevanza del problema, inviando a tutte le Ater una nota con cui si chiede la rideterminazione immediata, al ribasso, dei canoni. Spero – conclude Camber – che questo intervento possa essere un sostegno a tante famiglie che alloggiano in una abitazione Ater». (el.col.)